Domenica mattina alternativa con l’american breakfast

Una hostess e uno steward. Sono in lista, entro e vengo avvolto da un caldo mantello di eleganza che ricorda i fasti che furono della Belle Époque. Così mi si è presentato domenica mattina lo Splendor Parthenopes di via Vittoria Colonna, a Roma, a poca distanza da piazza Cavour. L’american breakfast, la proposta gastronomica che si terrà ogni fine settimana, mi ha conquistato con estrema facilità, se consideriamo la mia inossidabile fedeltà del rituale cappuccino-croissant.

Impeccabili i mini pancake serviti con sciroppo d’acero, fiocchi di burro e frutti di bosco; leggeri i waffle con lamponi, ribes e pana montata; sorprendenti i french toasts con more, ribes e panna montata; da rivedere forse le eggs benedict con prosciutto cotto, non proprio gestibili all’interno di un piattino da consumare in piedi. In evidenza anche le pizzottelle napoletane sfornate a ciclo continuo per tutta la mattinata: è stato impegnativo reggerle in mano a temperatura vulcanica senza il supporto di alcun piattino, ma la croccantezza della pasta e l’equilibrio tra olio, pomodoro e mozzarella hanno saputo ampiamente ripagare il sacrificio. Puntuale la risposta fornita dai barman dietro al bancone con cocktail Bellini, caffè americano e bollicine in abbondanza. Apprezzata l’idea di riservare il soppalco a una band per musica dal vivo tra jazz, swing e reinterpretazioni della tradizione napoletana, marchio di fabbrica dell’identità di questo locale.

Più che un “breakfast”, si è trattato di un “brunch” a tutti gli effetti che ha saputo coinvolgere la clientela: particolarmente efficace è stata l’organizzazione di uno spazio seminterrato dedicati ai ragazzi dotato di animatore e di laboratorio di pasticceria per la preparazione di biscotti. Intorno all’ora di pranzo, a corroborare un’offerta già ampia, è giunta anche la pasticceria mignon supportata da babà (forse un po’ troppo annegati nell’alcol) e da bicchierini di tiramisù. Nel suo complesso, la mattinata è stata di livello, ma il locale ha visibilmente iniziato perdere colpi in termini di vivibilità quando famiglie con passeggini a seguito hanno creato oggettivi problemi di ingombro, con scenari da assalto delle cavallette al momento dell’uscita dei camerieri muniti di pizzottelle e altri prodotti.

L’evento è stato utile anche per promuovere un’iniziativa che stuzzicherà l’avventore a organizzare una seconda visita allo Splendor: il cocktail letterario, ovvero sei cocktail unici ispirati ad altrettanti capolavori della letteratura mondiale che verranno regalati al cliente in abbinamento al bicchiere scelto. Un’idea molto interessante che, unita all’alta qualità complessiva dell’offerta fin qui proposta, ha concrete possibilità di portare lo Splendor Parthenopes a diventare un vero punto di riferimento cittadino, e non solo del quartiere Prati.

(Foto per gentile concessione di Serena Ciurcina: in alto, uova strapazzate; a sinistra le eggs benedict; al centro i mini french toasts; a destra i waffles)

Edit: riveduto e corretto in data lunedì 20 ottobre 2014.

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