«La domanda non è più dove vuoi andare, ma chi vuoi conoscere»

Il turismo ai tempi della crisi economica cambia volto. Si riducono i budget a disposizione, le ferie iniziano a travalicare i confini estivi tradizionali così come gli obiettivi dei vacanzieri: non c’è solo il territorio in sé e per sé (inteso come località marittima, montana, città d’arte) a destare interesse, si inseriscono anche il racconto e l’esperienza indimenticabile che il ricettore turistico riesce a fornire. Sul patto narrativo costruito fra ospite e ospitante poggia il turismo esperienziale, qualcosa di più di un semplice boom, ma un mutamento che giorno per giorno viene costruito da piccoli privati che mettono in piedi b&b con le proprie forze e via via raccolgono un favore crescente da parte dei clienti che apprezzano sempre meno sistemazioni tradizionali come hotel e alberghi. In questo filone si inserisce Destinazione Umana, portale di viaggi che capovolge i concetti tradizionali di viaggio e vacanza: «La domanda – recita l’intestazione del sito – non è più dove vuoi andare, ma chi vuoi conoscere». Per dare una risposta al quesito, interviene Destinazione Umana che, grazie agli sforzi della fondatrice Silvia Salmeri, suo marito Valerio Betti e a un folto gruppo di giovani per lo più bolognesi (foto in alto), vuole tradurre concretamente l’abusata espressione “fare rete/fare sistema” fra gestori di b&b e agriturismi, dare valore a chi ha storie e competenze particolari: «Noi – viene riportato sul portale – vogliamo essere il punto di incontro tra viaggiatori interessati a conoscere persone con progetti di vita e di lavoro unici e host che vogliono rimettere al centro dell’attenzione il senso della loro esperienza. La nostra missione è quindi raccontare storie di persone che valga la pena conoscere attraverso il viaggio». Finora, sono state registrate sul portale 34 schede, fra agriturismi e b&b, provenienti da 12 regioni italiane diverse riconducibili a tre macro-categorie: gli “innovatori sociali”, quelle persone che hanno nuove idee per soddisfare vecchi bisogni della società come Andrea e Mariella, gli ideatori di Casa Netural a Matera, spazio di co-working rurale. Ci sono i “rural”, quelli che «vivono e lavorano in campagna, proteggendola e promuovendola con amore». È il caso del Podere San Giuliano di Federica Frattin a San Lazzaro di Savena. Sempre più presenti sono i cosiddetti “scollocati”, ossia quelle persone (spesso professionisti) che «hanno fatto scelte radicali, mollando tutto e cambiato vita». Questa, per esempio, è la vicenda di Emiliana e Marco di Sacchia Art Farm di Borgo Pace, provincia di Pesaro e Urbino. Del resto, è la stessa fondatrice Silvia Salmeri a dire di essere una scollocata: dopo avere lasciato un lavoro da impiegata commerciale nel 2012, ha avviato la propria attività di b&b per poi dedicarsi tempo pieno a Destinazione Umana. Pochi giorni fa, si è tenuto in Valsamoggia il primo incontro nazionale dei soggetti aderenti al portale: diverse storie, che meritano di essere ascoltate, si sono intrecciate in un romanzo che è solamente ai primi capitoli e ha ancora davanti a sé infinite pagine bianche da riempire.

Post scriptum: prendetevi dieci minuti e navigate in maniera assolutamente casuale le storie riportate sul sito. Personalmente, mi ha incuriosito Sa domo e Maddalena che pratica il baratto accettando beni e servizi come forma di pagamento. Encomiabile l’opera di Luca, titolare con il fratello del b&b Il Girasole di Biccari in provincia di Foggia. In Calabria, i gestori di Casa Cappuccini hanno avuto l’ottima l’idea di valorizzare un ex convento con iniziative di carattere artistico, culturale ed enogastronomico. La cultura unisce ai sapori anche nel Fienile Fluò sui colli bolognesi.

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