Enologica 2014: stampa estera e buyer stranieri a caccia di vino emiliano-romagnolo

I polpastrelli afferrano delicatamente la fetta di prosciutto crudo, la pongono controluce per permettere agli occhi di analizzarne i riflessi, la accompagnano all’ombra del naso per consentire alle narici di fornire il loro contributo e, infine, la stendono come un lenzuolo sulla lingua. Il giornalista Ole Udsen è un wine blogger danese che affronta l’atto della degustazione con una concentrazione che lambisce il raccoglimento religioso: “Non sono mai stato a Bologna – spiega in un perfetto italiano – Quando svolgo le mie ricerche, atterro in aeroporto, noleggio un’auto e vado in campagna, ma devo dire che questa volta è stata davvero una bella sorpresa”. A sorprendere Udsen è stata la diciassettesima edizione di Enologica, la fiera del vino emiliano romagnolo, che si è tenuta dal 21 al 23 novembre nelle sale del Palazzo Re Enzo, nel cuore del capoluogo felsineo. Grazie alla partecipazione di 126 produttori, il vino si è fatto ambasciatore delle eccellenze regionali con stampa estera e buyer stranieri. “Enologica è un racconto delle nove province dell’Emilia Romagna”, spiega Giorgio Melandri, curatore della kermesse da otto edizioni. “Grazie al supporto di narratori e cuochi, cerchiamo di fornire un ritratto complessivo della nostra terra, che ha un potenziale inedito di contenuti, prodotti e una rete diffusa di ristoranti di alta qualità. Qui – sottolinea – si mangia bene in generale e non c’è bisogno di andare in un tre stelle”.

Questo l’incipit del mio resoconto di Enologica pubblicato sul blog del master Gambero Rosso. Buona lettura 🙂

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