Dalla Ghirlandina al Big Ben: Bottura si trasferisce a Londra?

La notizia del giorno: Massimo Bottura potrebbe chiudere l’Osteria Francescana di Modena per trasferirsi a Londra. I motivi? L’idea verrebbe dalla moglie Lara: nella capitale del Regno Unito, la figlia Alexa frequenterebbe l’università e il figlio Charlie potrebbe ricevere cure adeguate per la malattia genetica di cui soffre. Panico sulle testate italiane e commenti a raffica su Facebook con lo stesso sindaco di Gian Carlo Muzzarelli impegnato a gettare acqua sul fuoco. Tra Secchia e Panaro, i fiumi che descrivono la “Mesopotamia” modenese, i messaggi che colpiscono di più lasciati sui social vanno da un “Per i soldi che costa per me può andare, non mi cambia granché” al sempreverde “Puoi startene a casa se devi pagare 2/300 euro a testa per poi uscire dal ristorante e andare a mangiarti due kebab”. Lo ammetto. Anch’io, fino a non molto tempo fa, formulavo ragionamenti di questo a fronte della rielaborazione della tradizione emiliana effettuata da Bottura (ne ho già parlato qui). Di tutta l’intervista concessa a Bloomberg, i media italiani hanno evitato sistematicamente di tradurre forse il passaggio più affascinante in cui lo chef affronta a viso aperto i crociati della tradizione. Alla domanda dell’intervistatore sulle resistenze opposte dal pubblico italiano, Bottura dice che è “Molto di più, ci stanno combattendo – argomenta – Vogliono solo vederci morti perché non vogliono lasciarmi toccare le ricette delle loro nonne. Gli italiani nuotano nella nostalgia ogni giorno. Questo significa non evolversi, non essere aperti alle idee, non avere dubbi e non viaggiare con gli occhi aperti”. Lo chef si toglie lo sfizio di citare Oscar Wilde: “La tradizione è un’innovazione ben riuscita – spiega – Se lo capiamo, possiamo andare avanti, fare evolvere la nostra cucina e tenerla viva. Altrimenti, può solo peggiorare”. Vostro onore, non ho altro da aggiungere.

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