Degustazione verticale di Custoza Superiore Doc “Amedeo” della Cavalchina

Un vino bianco che, se fosse di origine friulana o alto-atesina, andrebbe a spuntare prezzi capaci di infliggere un duro colpo al portafogli. Il Custoza Superiore Doc “Amedeo” dell’azienda agricola Cavalchina, invece, nasce nell’anfiteatro morenico del lago di Garda e si propone come un bianco capace di svettare nella fascia rapporto-qualità prezzo e, soprattutto, di resistere ai rigori del tempo con dignità e padronanza dei propri mezzi. A dimostrarlo è stata la degustazione verticale di 7 annate proposta durante il Food and Wine festival di Roma in cui questo blend di fernanda, garganega e trebbianello, vinificato totalmente in acciaio, è stato perfettamente in grado stare sotto la luce dei riflettori.

La degustazione ha preso piede con l’annata 2013: un giallo molto tenue attrae l’occhio e conduce a un naso fresco, giovane, particolarmente delicato e profumato che si mantiene coerente in bocca. Il risultato di un’annata mediamente fredda e piovosa è, in conclusione, un ottimo biglietto da visita per una bottiglia che saprà esprimersi al meglio anche (o addirittura, se preferite) fra un decennio. L’estate moderatamente calda ha lasciato l’impronta nell’annata 2012, conferendo una struttura più presente rispetto al calice precedente. La colonnina di mercurio si è distinta maggiormente nell’estate 2010 e il Custoza ha tradotto queste alte temperature con una spiccata mineralità. Helmut Kocher, fra i relatori di questa degustazione guidata, si è detto impressionato dalle sensazioni di idrocarburo e dalle note affumicate appena accennate: «Se questo vino fosse stato proposto durante una degustazione alla cieca – ha commentato – lo avrei sicuramente battezzato come un riesling».

Mostra qualità l’annata 2009 per l’equilibrio, la finezza e l’acidità; la 2007 è discreta, ma cede il passo alla 2006 per quel nitore e quella pulizia tipiche della grande annata. Per superare la prova fornita da queste bottiglie, bisogna tornare allo scorso millennio. L’annata 1999 è stata definita come la migliore degli ultimi 30 anni. Se il bianco di Custoza, sul mercato, viene visto come un vino di pronta beva, qui si invertono i fattori e nel calice si anima un vino dal colore dorato vivo, consistente, che in bocca mostra ancora una vibrante spalla acida. «Da quando ho iniziato a fare questo lavoro nel 1986 – ha spiegato Luciano Piona, titolare dell’azienda agricola Cavalchina – il mio obiettivo è sempre stato quello di realizzare un vino bianco che durasse 15 anni». A giudicare dalla complessità e dalla vivacità mostrata dal Custoza del ’99, l’obiettivo è centrato.
Gabriele Casagrande

Fonte foto: vitedivino.com

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