Ristoranti, Guide “I cento”: il digitale torna in panchina

Costi troppo alti e ritorni troppo bassi. Questi i motivi per cui l’edizione 2015 della guida gastronomica “I cento di Roma 2015” non vedrà la luce su Itunes. Stessa identica sorte per le consorelle componenti della collana pubblicata da Edt, editore di Marco Polo e Lonely Planet: Milano-Torino, Firenze, Genova e Bari rimarranno lontane dagli schermi dei melafonini. “Ci siamo presi una pausa di riflessione” ha detto il curatore Luca Iaccarino a margine della presentazione della guida dedicata alla città eterna. Pausa di riflessione che non riguarderà, invece, una futura espansione territoriale de “I Cento”: lo stesso curatore ha mostrato un vivo interesse per il Veneto e la Campania (“Napoli e dintorni, il Cilento e la Costiera Amalfitana sanno offrire altissima qualità”). Purtroppo per i lettori, non c’è una data precisa, ma solo la volontà di mettere piede su quei territori in un futuro prossimo non meglio precisato.

“La redditività dell’applicazione mobile era troppo bassa – ha spiegato Iaccarino – e per questa ragione abbiamo scelto di sospendere, per quest’anno, lo sviluppo della parte digitale”. Eccezion fatta per la Mi-To a 12,90 €, la guida cartacea de “I cento” viene commercializzata a 9,90 €, la versione digitale a 4,49 €: sconto del 50%, ma la differenza di prezzo rimane nell’ordine di una birra media per un prodotto editoriale snello costituito da poco più di un centinaio di pagine. Il problema digitale non riguarda solo questa giovane collana giunta al sesto anno di vita, ma anche realtà storiche del settore: il servizio di abbonamento a 9 euro all’anno per la guida vini Gambero Rosso non decolla e si distingue non per i pochi download, ma anche per le recensioni negative da parte degli utenti. Il feedback positivo non salva i numeri deludenti ottenuti dalla guida alle Osterie d’Italia Slow Food. Sebbene sia reperibile gratuitamente, anche la Guida Michelin registra statistiche poco esaltanti per quanto concerne l’installazione su dispositivi mobili. Se è vero che gli italiani passano sempre più tempo con tablet e smartphone in mano, sembra che gli stessi utenti continuino a preferire leggere le guide non sul proprio dispositivo mobile, ma sulla cara vecchia carta, indipendentemente dallo spazio occupato dal volume in questione sulla libreria di casa o nel cruscotto dell’auto.

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