Per la prima volta in vita mia, ho partecipato a un corso da Eataly

Questo fine settimana ho partecipato come studente a un seminario dal titolo “Raccontare il cibo e il vino” che si è tenuto nell’aula Fandango di Eataly Roma (Qui il racconto della mia prima volta nella creatura farinettiana). A guidare una classe di circa 15 persone c’era Slawka Scarso, consulente di comunicazione enogastronomica e docente di marketing alla Luiss Buisness School.

Sono state sei ore (tre al sabato, tre la domenica) molto utili in cui sono emersi diversi spunti per lavorare meglio con il blog, approfondire alcuni aspetti per quanto riguarda lo storytelling dal punto di vista aziendale e scambiare biglietti da visita con gli altri corsisti.  A fare la differenza fra la scelta di investire 150 euro per la mia formazione e salvaguardare il portafogli è stata la conoscenza diretta della relatrice: seguendo da tempo il suo blog e, soprattutto, avendo già letto il suo libro dedicato al Marketing del vino (per ottobre è previsto il sequel), ci ho messo poco a decidere.

A suscitare la mia riflessione sono state le modalità con cui sono venuto a conoscenza di questa opportunità: è stato il rullo di Facebook a farmi sapere di questo corso. Il post pubblicato sul social network dalla relatrice rimandava a un elenco di diversi appuntamenti, fra i quali anche quello di Eataly Roma Ostiense, che si sarebbe tenuto nell’ambito dei corsi di Scuola Holden. In estrema sintesi, il concept store ci ha esclusivamente messo la sala. Anche sul sito web aziendale, non è stata spesa una parola per questo particolare momento. Nelle tre mail ricevute dalla Scuola Holden (Iscrizione, pagamento, recall) non è stata specificata con precisione l’aula in cui si sarebbe tenuta il corso, ma solo l’indirizzo di Eataly Ostiense. Conoscendo più o meno la planimetria del market, avevo battezzato l’aula Fandango come quella in cui ci sarebbe stata la due giorni di seminario, ma così non è stato per tutti i corsisti. Oltre la mancanza di segnalazioni, pressoché tutti i corsisti hanno osservato come il contesto della stessa aula non fosse stato del tutto ottimale per una lezione frontale: i continui rumori di fondo di acqua corrente e di motore di frigorifero sono stati colonna sonora indesiderata per tutta la durata del seminario. È stata brava Slawka Scarso a tenere catalizzata l’attenzione su di sé evitando distrazioni e interruzioni di ritmo. Personalmente, spero che in futuro possa ripetersi un’iniziativa simile con approfondimenti di taglio maggiormente specialistico e, perché no, con anche un’esercitazione pratica per verificare immediatamente quanto appreso.

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