Ristorazione e Facebook: come comportarsi con i clienti difficili?

Nell’epoca del web 3.0 in cui i social network hanno fatto pesantemente irruzione nelle nostre vite, anche la ristorazione è chiamata a fare i conti con strumenti dotati del potere di decretare il successo o il fallimento di un’attività. È sicuramente il caso di TripAdvisor, portale al centro di numerose controversie. Anche Facebook però, sebbene sia un social di massa non specializzato, può essere un terreno di scivoloso che, se sfruttato nella maniera corretta, può dare risultati positivi in termini di immagine e comunicazione. È delle ultime ore, infatti, un piccolo episodio che può costituire un esempio positivo in termini di gestione dei rapporti con gli ospiti e di miglioramento del servizio. I protagonisti sono una cliente insoddisfatta e Daniele Usai, chef una stella Michelin al Tino di Lido di Ostia. Al termine di una cena, viene lasciato un commento negativo sulla pagina Facebook ufficiale dell’esercizio. Oggetto del contendere? La consegna di un menù senza prezzi all’esponente del gentil sesso è stato visto come un’offesa e non come un atto di galanteria ampiamente codificato nella ristorazione di alto livello.

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Come si può facilmente notare, al messaggio scritto con toni ampiamente sopra le righe l’amministratore della pagina ha risposto con garbo e cortesia tenendosi sull’argomento in questione. Poco dopo, Daniele Usai ha riportato sul suo profilo personale il messaggio chiedendo l’opinione di amici e professionisti innescando un dibattito. Il menù senza prezzi per le signore ha ancora senso nel 2015? Qualunque sia la vostra opinione in merito (gesto simbolo di eleganza cavalleresca o retaggio antiquato da superare), il ristoratore potrebbe superare questo imbarazzo con del sano buon senso durante la prenotazione telefonica domandando al cliente come si desidera procedere. Risparmiando così lagnanze eccessive e fuori luogo sui social network.

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