Comunicazione social per i negozi: il caso di “Beppe e i suoi formaggi”

Da una manciata di like a oltre un migliaio di fans nel giro di un anno. Questi i risultati della gestione di Beatrice Mencattini, social media manager e responsabile comunicazione del negozio “Beppe e i suoi formaggi”, una piccola enclave piemontese alle porte del ghetto ebraico di Roma. Una gestione social, come Beatrice sottolinea più volte, senza budget e senza post sponsorizzati. Come recita la descrizione della pagina ufficiale, al centro dell’opera di comunicazione di Beatrice c’è una formaggeria che propone anche la vendita e la degustazione di salumi, vini piemontesi e francesi. Considerata la natura dell’esercizio, la social media manager si è concentrata sulla pubblicazione di contenuti fotografici riguardanti i prodotti in vendita e lo staff. Il personale tutto deve essere coinvolto: taggando i dipendenti, gli amici su Facebook vedranno le foto in home page per andare poi a visitare la pagina ufficiale del negozio.

FACEBOOK – Ci sono due modi per coprire Facebook in maniera efficace: recarsi in negozio tre volte alla settimana per avere di volta in volta materiale fresco e proporre le novità “fuori menù”. Per esempio: se viene preparata una torta, si scatta la foto per pubblicare una didascalia che inviti l’utente a commentare come “Mmm… Che buona! La assaggeresti?”). Altrimenti, ci si reca in bottega una volta la settimana: in questa unica giornata si fa scorta di materiale fotografico da archiviare (staff, ingredienti, prodotti, preparazioni, fotoricette, bottiglie, vino nel calice) e da centellinare nei giorni successivi programmando i post grazie a Facebook o all’applicazione Hootesuite che consente la gestione di più piattaforme in tempo reale. La gestione della pagina ufficiale di un’attività non deve essere presa sottogamba: ancora prima del sito web, si è in prima linea nel rapportarsi con i clienti. Per tale ragione, l’amministratore deve essere informato su tutto ciò che riguarda il negozio: aperture anticipate, chiusure, appuntamenti, malattia di qualche dipendente, novità del menù, nuovi arrivi, nuove preparazioni e così via. Se il locale partecipa a qualche manifestazione, lo si comunica scrivendo “Questo fine settimana ci sdoppiamo: ci troverete anche al…”. Ok l’immediatezza e la freschezza nel linguaggio, ma è di vitale importanza evitare di essere volgari, scurrili e di adottare toni provocatori: dall’altra parte dello schermo c’è un “lead” o un cliente. Conta stabilire un dialogo costruttivo con la controparte che sia il meno possibile invadente nella routine social del fan pubblicando al massimo un contenuto al giorno. Allo stesso modo ci si relaziona con i contenuti giornalistici e non prodotti da soggetti esterni al negozio stesso: articoli, post, foto e filmati vengono ricondivisi sulla pagina ufficiale taggando gli autori.

TWITTER PER GLI STRANIERI – Per iniziare a macinare numeri, è importante avere la collaborazione dello staff: il personale di sala, nel rapportarsi con la clientela, dovrà comunicare in maniera cortese le iniziative social del locale. Molto utile per un’efficace comunicazione al consumatore la stampa del logo social adottato nel materiale presente in bottega come menù, biglietti da visita o brochure. La newsletter è uno strumento “antico”, ma pur sempre efficace che può recare nella firma in calce il link alla pagina ufficiale. E Twitter? Negli ultimi tempi ha iniziato ad avere il suo peso: il negozio ha cominciato a utilizzare il suo hashtag per raccontare eventi e degustazioni. Gli stranieri si dimostrano molto più dinamici sui social network degli italiani. Per avere un ritorno di “buzz”, sono stati stabiliti contatti proficui con le guide turistiche per l’organizzazione di tour gastronomici: grazie a questo espediente, è stato possibile fare conoscere l’attività anche all’estero e mantenere i contatti stabiliti grazie anche a una buona gestione del profilo Twitter.

EVENTI – Anche un negozio può protagonista negli eventi. Organizzando appuntamenti in loco come degustazioni di vini con la presenza del produttore (si decide insieme il menù per valorizzare al meglio il prodotto), cene a tema su un piatto o in base alle ricorrenze. Ok anche alla partecipazione a fiere al nord Italia. Rimanendo nel locale, per quanto concerne “Beppe e i suoi formaggi”, ha avuto un discreto ritorno l’evento in co-marketing realizzato con il vicino negozio di parrucchieri “Glamourama”. La promozione consisteva nell’offerta di un trattamento gratuito per i capelli in caso di prenotazione della messa in piega dalle ore 18 in poi. In questa fascia oraria e in giorni prestabiliti, veniva organizzato un aperitivo formato da sei bottiglie e 3-4 grandi piatti di formaggi già tagliati. L’occasione si è rivelata utile per spingere i prodotti da vendere in quel preciso momento e per attrarre nuova clientela. L’iniziativa è stata avviata lo scorso novembre e il 5% della clientela della bottega si è poi recata al negozio di “Beppe e i suoi formaggi” per fare acquisti. Ciliegina sulla torta è stata la riffa finale fra i clienti aderenti alla promozione: come premi sono stati offerti quattro aperitivi da consumare dal lunedì al venerdì, dalle ore 18 alle 20.

LA COMUNICAZIONE PER L’EVENTO – Potenza di fuoco ulteriore per il locale a livello di comunicazione può giungere dalla mailing list realizzata raccogliendo i contatti dei clienti a cene, eventi e degustazioni. La newsletter, mensile o “straordinaria” per eventi particolari, deve essere utilizzata con cautela: esattamente come per la pubblicazione dei contenuti su Facebook, deve essere realizzata in maniera pulita, deve essere facilmente fruibile e, soprattutto, non deve essere invadente onde evitare la condanna a morte della cartella “spam”. Grazi all’esperienza maturata nel campo della comunicazione e del giornalismo enogastronomico, la social media manager Beatrice Mencattini ha realizzato una mailing list separata da quella dei clienti con all’interno i contatti della stampa specializzata. In caso di eventi altamente notiziabili con ospiti di rilievo o prodotti originali (ha avuto ampio risalto la degustazione di vini georgiani), si informano i giornalisti con l’invio di un comunicato stampa ad-hoc. Una comunicazione diversa nei modi e nei contenuti verrà inviata in contemporanea ai clienti iscritti alla mailing list.

CICCIA PER I GIORNALISTI – Nell’organizzare eventi notiziabili in loco bisogna ricordare un aspetto importante: non bisogna snaturare la filosofia del locale rincorrendo ospiti o prodotti estranei al proprio target o all’offerta che si vuole dare al cliente. È consigliabile organizzare due eventi al mese, ma è meglio non esagerare perché altrimenti il locale rischia non solo di perdere clienti negli altri giorni di apertura, ma anche di dovere affrontare uno sforzo organizzativo improbo. Per l’intero mese di dicembre, causa “assalto” per i regali natalizi, gli eventi vengono messi in pausa per riprendere a partire dalla seconda settimana di gennaio. Per “Beppe e i suoi formaggi”, gli eventi vanno in ferie d’estate per un motivo molto semplice: vini rossi importanti, formaggi e cucina tipica piemontese fanno fatica a conciliarsi con le alte temperature.

GLI ULTIMI ACCORGIMENTI – Il social media manager non può permettersi il lusso di stare davanti al pc o di recarsi al negozio solamente per fare foto quando tutto è tranquillo: gli eventi devono essere presidiati debitamente per raccogliere immediatamente le impressioni dei partecipanti con foto (il soggetto deve sempre sorridere!) o videointerviste (meglio girate non in controluce e possibilmente mostrando i prodotti). Il “day after” sarà caratterizzato dalla pubblicazione di foto o album dedicati con l’immancabile tag per le persone che hanno preso parte all’evento.

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