Grazie a Facebook, ho visto Dissapore copiare dal Daily Mail

Mi stavo serenamente facendo gli affari miei su Facebook quando, improvvisamente, sul rullo della home page, mi appare questo post di Dissapore: “Vino: 20 esilaranti errori che fanno gli italiani quando lo bevono”. Non avendo niente di meglio da fare, mi metto a leggere questo articolo leggero fatto apposta per essere virale sui social network. Riporto questo breve passo. Più avanti capirete il perché.

L’Italia è al terzo posto nel mondo tra i paesi consumatori di vino dietro a Stati Uniti e Francia, ma questo non ci impedisce di incappare in clamorosi strafalcioni quando lo beviamo. No, stando a un manipolo di sommelier ai quali abbiamo chiesto gli errori principali che fanno gli italiani quando bevono (ce li hanno detti a patto di mantenere l’anonimato), neanche il nostro grande amore per il vino ci salva dal bere attaccati alla bottiglia, o dal dimenticare le buone maniere più elementari.

L’articolo prosegue con l’enunciazione di venti comportamenti errati e si chiude con i commenti dei lettori di Dissapore che paiono proprio non gradire la scelta di pubblicare contenuti così lievi. Torno su Facebook, scorro un poco la pagina ed ecco la sorpresa.

daily mail dissapore

L’articolo di Dissapore datato 7 luglio 2015 ha la stessa immagine di un link del Daily Mail  e l’argomento trattato appare molto affine. Insospettito, vado a leggere: “Drinking from the bottle, forgetting to pour for guests first, and serving in dirty glasses: Britain’s most embarrassing wine faux pas revealed”. Riassumendo il contenuto del testo (pubblicato l’11 giugno scorso), una recente indagine statistica condotta per conto dell’IWC su un campione di oltre duemila adulti residenti nel Regno Unito racconta gli errori più comuni commessi dai cittadini britannici quando è il momento di rapportarsi con il vino. Ed ecco comparire la nostra lista di venti voci. Alla fine, i sospetti di “ctrl+c & ctrl+v” si rivelano fondati. Confrontando la versione italiana e inglese, l’ordine dell’elenco risulta praticamente identico. Sfogliando nei commenti del post di Dissapore, un utente riesce anche a rintracciare un altro articolo in inglese sull’argomento pubblicato però dal Telegraph lo scorso 2 luglio.

A questo punto, faccio anch’io una lista numerata nella speranza di diventare virale sui social e di prendere tantissimi “like”:

  1. Vengono pubblicati su siti stranieri più articoli su un tema “x”
  2. Tradurre il nocciolo della questione “italianizzando” l’argomento senza citare la fonte originale (neanche nei credits)
  3. Poco importa il fatto che ci si debba inventare l’esistenza di fantomatici sommelier italiani che non ho mai interpellato
  4. Riciclare la stessa foto d’archivio utilizzata dalla mia fonte primaria (la stessa che è qui in copertina)
  5. Dare il tutto in pasto al web in barba ai lettori che verranno sistematicamente ignorati nel momento in cui fanno notare certe strane somiglianze scrivendo nello spazio riservato ai commenti.

(Fonte foto: Daily Mail)

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