Bottura, Villa Sorra e Agrifood: tanto fumo e, finora, poco arrosto

Di tanto in tanto, sale all’onore delle cronache, si prende spazio sui quotidiani locali generando sorrisi, pacche sulle spalle, soddisfazione, per poi immergersi nuovamente in quel porto delle nebbie fatto di totali incertezze, mancanza di scadenze, numeri e, soprattutto, risorse economiche. Il polo del gusto (espressione che vuol dire tutto e niente) che dovrebbe sorgere a Villa Sorra, Castelfranco Emilia, a fine 2016 nei giorni scorsi è tornato alla ribalta con una videointervista della Gazzetta di Modena allo chef Massimo Bottura: «Il mio sogno l’ho già spiegato pochi giorni fa al preside dell’istituto Lazzaro Spallanzani è creare Agrifood, un centro universitario che tenga insieme il mondo del cibo con l’hotellerie e il mondo della ristorazione. Un luogo dove i contadini potranno capire qualcosa in più rispetto al tema del gusto e dove i cuochi capiscano invece meglio cos’è la terra». Aldilà delle suggestioni suscitate da questa narrazione, può essere utile interrogarsi concretamente sul tipo di figure da formare, con quali percorsi, quali docenti e con quali finanziamenti. Di questo, forse, se ne è reso conto anche lo chef della Francescana perché, sul finire della chiacchierata con la Gazzetta, si congeda con un estremamente condivisibile: «Ora bisogna passare ai fatti».

Provando a recuperare le notizie uscite in merito a questo ambizioso progetto, non sono riuscito a rintracciare in merito fonti più vecchie del 27 marzo 2014. I link sono ordinati dal collegamento più datato a quello più recente:

  • 27 marzo 2014, Resto del Carlino. In questa intervista, Bottura parla apertamente di «una università internazionale di primissimo livello. Dove si potranno creare un nuovo tipo di contadini e di cuochi. Formare contadini che sappiamo come si cucina e cuochi che pratichino davvero l’agricoltura; il tutto con un sapere universitario».

  • 22 maggio 2014, Modenaonline. L’attacco dell’articolo spiega tutto: «Nascerà a Villa Sorra una scuola internazionale di cucina con Massimo Bottura. È il progetto elaborato dal candidato sindaco di Castelfranco Stefano Reggianini insieme allo chef pluristellato per fare di una delle principali ville storiche del modenese un centro di cultura enogastronomica, collegandosi alle aziende del territorio e all’istituto Spallanzani».

  • 11 giugno 2015, Gazzetta di Modena. Maurizio Martina, Ministro per le Politiche Agricole: «Lanceremo insieme il progetto dell’università dell’agricoltura a Villa Sorra». Presso l’Unimore, però, esiste già il corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie e degli Alimenti.

  • 24 giugno 2015, Gazzetta di Modena. Il titolo è importante: «Nel 2016 a Modena nascerà la facoltà del cibo». Sempre Andrisano: «Ho incontrato Massimo Bottura e abbiamo iniziato a parlare seriamente di un progetto relativo ad Agrifood che per essere sostenibile deve essere chiaramente orientato alla futura occupazione dei laureati». Anche in questo frangente non si comprende quale sia il profilo preciso di queste figure: cuochi? Agronomi? Tecnici esperti di prodotti tipici? Professionisti della comunicazione dell’enogastronomia?

  • 26 giungo 215, Gazzetta di Modena. L’architetto Matteo Agnoletto raffredda gli entusiasmi: «L’idea dell’Università del gusto a villa Sorra è straordinaria, sarebbe davvero utile a Modena, ma al momento, con le regole urbanistiche attuali, non si possono destinare quei locali storici ad aule e sede di attività universitarie. Sono troppo piccoli, spesso stanze di soli cinque metri per lato».

  • 29 giugno 2015, Gazzetta di Modena. Angelo Oreste Andrisano dice di avere un ottimo rapporto con Bottura: «Con Bottura ho un ottimo rapporto e di recente abbiamo parlato del corso di laurea a villa Sorra».

  • 10 settembre 2015, Corriere della Sera. «Realizzare un’università del cibo a Modena è il mio sogno» dice Bottura parlando di un «corso di laurea dedicato al mondo del cibo e della ristorazione», idea già condivisa e apprezzata con il rettore dell’Unimore Angelo Oreste Andrisano.

In estrema sintesi, si può vedere come le idee sul progetto siano tutt’altro che chiare e ben definite. A destare una certa meraviglia c’è anche la mancanza di ogni analisi della “concorrenza” attualmente presente sul mercato. Non basta il brand Bottura per differenziarsi dall’Università degli Studi delle Scienze Gastronomiche, dal corso di laurea in Scienze Gastronomiche dell’Università di Parma, dall’offerta della scuola di cucina Alma di Colorno e i nuovi corsi targati Unibo, i master in gestione d’impresa food and wine e l’mba food and wine.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *