Vino in Russia: nonostante la crisi, l’Italia rimane il primo fornitore

Nel 2014 l’Italia si è qualificata come il primo fornitore di vini della Russia, davanti a Francia e Spagna, con un totale di 254,3 milioni di euro di controvalore. A riportarlo è l’Istituto nazionale per il Commercio Estero di Mosca. Nonostante la crisi in atto, il vino italiano è riuscito a contenere le perdite (-2,34% rispetto al valore 2013), in confronto alla flessione di Francia (-11,3%) e Spagna (-28,3%). In questo quadro, il prodotto italiano è riuscito a erodere quote di mercato dai concorrenti passando da un da un 28,5% ad un 29,4% del totale dei vini consumati in Russia. Da segnalare la crescita dei vini bianchi e rossi (+1,6%), cui fa da contraltare il -7,7% degli spumanti.

Situazione diversa nel 2015: nei primi sette mesi (gennaio-luglio) il controvalore dei vini italiani importati dalla Russia (pari a 57 milioni di euro) è calato del 26,8% rispetto allo stesso periodo del 2014. Il calo riguarda anche il comparto spumanti (22,1 milioni di euro), il cui consumo è sceso del 35,1%. Tuttavia l’Italia si conferma ancora il primo esportatore di prodotti vitivinicoli in Russia. La situazione nel Paese rimane complessa e mutevole: pesano la svalutazione del rublo con la perdita del potere d’acquisto della classe media, la crisi in Ucraina e il relativo embargo russo contro le sanzioni USA e UE, motivi per i quali non è facile per le aziende, che intendono investire sul territorio, fare previsioni a breve termine.

Questi dati sono stati resi di pubblico dominio nei giorni scorsi a Mosca nell’ambito della manifestazione b2b Vinitaly International: «Il mercato attraversa una fase di transizione: un potenziale investimento sulla Russia deve essere valutato in un’ottica di medio-lungo termine, avviando cioè un percorso che potrà rivelarsi particolarmente premiante quando la fase di congiuntura negativa sarà superata» ha affermato il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani.

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