La concretezza del “Mercato dei Vini” di Piacenza

Un contesto essenziale, niente sovrastrutture, poco “cinema” e tanta sostanza. Il Mercato dei Vini della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti che si è tenuto lo scorso fine settimana a Piacenza Expo ha visto la partecipazione di 330 produttori e circa 6000 visitatori. Una platea di appassionati attenta e curiosa ha approfittato dell’occasione per incontrare aziende e cantine provenienti da quasi tutte le regioni italiane (solo la Sardegna mancava all’appello) solcando le corsie del padiglione fieristico muniti di carrello per acquistare etichette non sempre rintracciabili presso i canali di distribuzione abituali.

Come già accennato, l’evento si è tenuto in un contesto “spartano”, senza un lavoro particolare di ricerca architettonica nell’installazione degli stand composti solamente da tavolini di legno e scheletro metallico con cartello numerato. Molto apprezzato dal pubblico l’allestimento di un’area relax al centro del padiglione con tavoli sociali in legno dove potere sedersi e concedersi un momento di comodità per assaggiare i prodotti commercializzati dagli stand gastronomici intervenuti alla manifestazione. La scelta di mantenere spazi ampi anche nelle corsie ha consentito un’ottima fruizione dell’evento anche negli orari di maggiore affollamento. Unico neo da segnalare, forse,  la distribuzione delle cantine: sul catalogo erano ordinate per regione, mentre nel padiglione erano distribuite secondo un ordine numerico che non era dettato da alcun criterio territoriale. Quindi, se qualcuno avesse voluto fare una carrellata di vini provenienti dalla stessa regione, avrebbe dobuto munirsi di una buona gamba e scarpinare su e giù per il padiglione alla ricerca dello stand desiderato. Anche il catalogo ha mantenuto una veste sobria e minimale, talvolta forse troppo dato che nella presentazione di diverse aziende non è stata riportata alcuna informazione  oltre il numero di telefono, il sito web e l’indirizzo.

Fra tutte le belle proposte assaggiate in questi due giorni, mi limito a segnalare un produttore che ho apprezzato particolarmente per l’approccio avuto verso il mondo del vino e, soprattutto, per le etichette proposte al pubblico: Franco Dalmonte con la sua “Terre di Macerato”, Imola (Bo). Impiegato informatico presso un’azienda metalmeccanica da sempre appassionato di vino, nel 2004 decise di investire i suoi risparmi nell’acquisto di due ettari sulle colline imolesi per piantare Sangiovese, oltre a iscriversi all’Università di Bologna per laurearsi in Enologia. Il risultato del suo lavoro è riscontrabile in due etichette: il Romagna Sangiovese Rhod e il Romagna Sangiovese Riserva Audace. Caratterizzato da un colore granato brillante, il Rhod 2012 si distingue per la forte intensità delle sue note ematiche e la spiccata verticalità al palato. Maggiore complessità e piacevolezza per l’Audace 2009 che, dopo un affinamento di 24 mesi in barrique nuove e di secondo passaggio, si presenta con un colore granato pieno e acceso. Un olfatto intenso viene dominato dalle note balsamiche (foglie di menta e salvia in primis) sostenute da una lieve speziatura. Il sorso è pulito e la freschezza della bocca non lascia indifferenti. I prezzi? 10 euro il Rhod, 13 l’Audace.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *