Domenica di assaggi alla Sorgente del Vino 2016

Sorgente del Vino Live 2016 è una manifestazione per uomini veri: allestimento minimale per il padiglione due di PiacenzaExpo (ci eravamo già stati a novembre), banchetti per oltre centocinquanta aziende vitivinicole, posti a sedere disponibili solamente all’esterno della struttura per i visitatori desiderosi di un momento di relax. Meglio così perché, come diceva Luigi Veronelli, bisogna “camminare la terra” per raggiungere la cantina desiderata, gustare il calice tanto agognato, farsi coinvolgere dai produttori, dai loro accenti e dalla gestualità delle loro mani modellate dalla vigna. Un solo giorno di tour (domenica 21 febbraio), un solo giorno per salutare qualche vecchia conoscenza già incontrata a Levizzano e iniziare il giro di assaggi con il giusto piglio. Qui di seguito, alcune etichette che mi hanno colpito in particolar modo.

Barbera d’Asti Superiore Nizza Doc “Ferro Carlo”2007, Carussin. Un granato impenetrabile di grande compattezza, le note di tostatura e frutta sotto spirito accompagnano un corredo di sentori ematici. Austero al palato, uscita precisa.

Cannonau di Sardegna Doc 2010 riserva, Giuseppe Sedilesu. Tante spezie, frutta matura, terra, macchia mediterranea all’olfatto di questo rosso dalle tonalità austere proprie dei vini di grande struttura. Sorso caldo e di spessore, con un finale tutto orientato sulle erbe aromatiche.

Julian 2014, Lieselhof. Dall’Alto Adige proviene questo bianco a base di Bronner, vitigno resistente di origine tedesca. Giallo paglierino brillante, olfatto definito da sentori netti agrumati (pompelmo) e minerali. Sorso sorretto da una spiccata sapidità.

Aglianico del Vulture Doc “Stupor Mundi”, Carbone Vini. Rubino carico, consistente, note di sottobosco, spezie e frutta matura. Tannino ben modellato al palato, sorso caldo, ricco ed equilibrato che si chiude con grande persistenza.

Igt Palizzi Rosso 2014, Azienda Agricola Altomonte. Un uvaggio di Nerello Mascalese e Nerello Calabrese che restituisce sentori di macchia mediterranea e rimandi iodati. Caldo e corposo, mostra uno slancio più che discreto.

Malvasia dell’Emilia 2014, Suoli Cataldi. Una lettura originale di un vitigno che, in questa regione, tende un po’ troppo a fossilizzarsi su proposte dolci e un’aromaticità talvolta stucchevole. In questo frangente, invece, si ha un vino secco, dai profumi di erba tagliata e cenere che si distingue per un sorso dotato del giusto spessore e un finale piacevolmente sapido.

Nuits-Saint-George 2011, “Les terrasses des vallerots”, Bertrand Machard de Gramont. Dimostrazione più che apprezzabile di vin de village: il Pinot Nero si esprime con tutti i suoi caratteri di pulizia ed eleganza con piccoli frutti rossi, note balsamiche e accenni minerali. Dotato di facile beva e tannino sottile, chiude in maniera raffinata con una pennellata di menta.

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