Qual è il miglior vino in cartone d’Italia?

Pochi soggetti attivi spesso (se non sempre) appartenenti al mondo della cooperazione così come l’origine romagnola, una presenza decisa di solfiti nei bianchi, sentori monocorde nei rossi. Questa, in estrema sintesi, la radiografia dei vini da tavola in brik che ho degustato oggi, venerdì primo aprile. Acquistati nelle principali insegne presenti sul territorio modenese (Coop, Conad ed Esselunga), i quindici campioni in degustazione sono stati “anonimizzati” e numerati dalla mia compagna Marta per poi essere assaggiati alla cieca. Qui di seguito il resoconto con voto espresso in centesimi e il prezzo finale al consumatore.

  1. Castellino bianco”, Cierrevi Sca (Faenza), confezionato nella cantina di Forlì. Giallo paglierino tenue. Naso non molto intenso, fiori bianchi, lieve agrumato (scorza di pompelmo), sottile accenno di solfiti. Al palato sorso sottile, poco morbido, ritorna l’agrume, acidità irruenta che permane a lungo. Fugace in uscita, persistenza nulla. Voto: 73. Prezzo: € 2,09.
  2. Vino bianco Coop”, Cierrevi Sca (Faenza). Giallo paglierino con riflessi verdolini. Naso monopolizzato dai solfiti. Palato poco fine, acidità eccessiva, sapididità che permane in uscita. Una volta deglutito, rimane una percepibile sensazione di freschezza. Voto: 73. Prezzo: € 1,36.
  3. San Crispino bianco”, Gruppo Cevico società cooperativa Lugo. Giallo paglierino molto tenue. Naso estremamente fugace con qualche lieve accento minerale. Palato più morbido rispetto ai campioni fin qui degustati, ma ogni ambizione di finezza viene smorzata da un’acidità smodata. Privo di persistenza. Voto: 71. Prezzo: € 1,69.
  4. Tavernello bianco”, Caviro (Faenza). Giallo paglierino così tenue da tendere verso il trasparente. Olfatto abbastanza intenso di frutta a pasta bianca (Pera matura) con un poco di solforosa sullo sfondo. Palato coerente, abbastanza equilibrato, acidità tutto sommato composta. Uscita discreta, ma anche qui non si possono scrivere romanzi sulla persistenza o la complessità. Voto: 76. Prezzo: € 1,79.
  1. Quargentan bianco”, Quargentan, Terrossa di Roncà (Verona). Anche in questo frangente, all’esame visivo si tende verso il trasparente piuttosto che il classico giallo paglierino. Naso di pietra e polvere di roccia. Più morbido rispetto alla media, l’acidità rimanda a una sensazione agrumata. Bocca asciutta e fresca. Rimane un retrogusto vinoso. Voto: 74. Prezzo: € 1,35.
  2. Poggese bianco”, Caviro (Faenza). Giallo paglierino con riflessi verdolini. Naso che spicca per intensità e una complessità che, ad essere sinceri, ci ha un po’ colti di sorpresa: frutta fresca a pasta bianca ed erbe aromatiche sul consueto sfondo di solforosa che è ormai a tutti gli effetti la “cifra stilistica” di questi vini da tavola. Purtroppo, è tutta un’illusione: palato poco fine, acidità molto scorbutica, persistenza assente. Voto: 72. Prezzo: € 0,89.
  3. Tino bianco”, confezionato da Cavim Ovada nella cantina di Costigliole d’Asti. Giallo paglierino. Naso dominato da un sentore di crosta di parmigiano che monopolizza il palato e chiude un sorso dritto e frettoloso con decisa sapidità. Fugace l’uscita. Voto: 71. Prezzo: € 0,89.
  4. Rosé Conad”, Gruppo Cevico società cooperativa Lugo. L’unico rosato in gara. Rosa cerasuolo. Pochi piccoli frutti rossi, tanto “mineralone”. Palato tutto sommato affidabile, senza difetti, ma anche senza particolari pregi. Rimane una marcata sensazione sapida in uscita. Voto: 74. Prezzo: € 1,18. (Ndr: purtroppo, sugli scaffali non erano presenti il bianco e il rosso private label Conad)
  5. Quargentan rosso”, Quargentan, Terrossa di Roncà (Verona). Rubino carico, limpido, trasparente. I sentori di frutta rossa matura vengono sovrastati da alcune note che rimandano alle stanze appena pulite con detergenti per pavimenti. Il sorso riesce ad avere una sua “aura mediocritas” con una tannicità decorosa, lieve alcolicità, marcata verticalità e quella frutta rossa che avevamo visto in precedenza. Anche in questo caso, non si può pretendere una persistenza memorabile. Voto: 75. Prezzo: € 1,35.
  6. San Crispino rosso” di Gruppo Cevico società cooperativa Lugo. Rubino leggermente più carico rispetto al campione precedente, limpido, trasparente. L’olfatto esprime più complessità con frutta rossa, fiori (viole) e note eteree (vernice). Sorso più morbido della media caratterizzato dal frutto e da una venatura sapida marcata che descrive un finale salmastro. Voto: 74. Prezzo: € 1,69.
  7. Castellino rosso” di Cierrevi Sca (Faenza). Rubino non molto acceso. Consistente, la massa è tutta percepibile al polso. Frutti di bosco, decisamente “vinoso” all’olfatto. Tannino sottile, sorso forse un po’ troppo precipitoso, nel finale (manco a dirlo, cortissimo) ritornano le note fruttate viste in precedenza. Voto: 75. Prezzo: € 2,09.
  8. Tino Rosso”, confezionato da Cavim Ovada nella cantina di Costigliole d’Asti. Rubino carico. Naso pulito di frutta rossa disidratata (fin qui, forse il naso migliore della sessione). Didatticamente equilibrato, dal tannino gentile e di moderata acidità, esce di scena con disinvoltura lasciando una bocca asciutta e pulita. Un difetto? Anche qui, l’uscita si fa dimenticare in fretta. Voto: 76. Prezzo: € 0,89.
  9. Poggese”, Caviro (Faenza). Rubino più tenue. Una nota precisa di frutta rossa più matura all’olfatto. Al palato, un buon equilibrio, uscita forse un po’ scomposta con una bocca che rimane pervasa da una salivazione “limacciosa”. Voto: 73. Prezzo: € 0,89.
  10. Vino rosso coop”, Cierrevi Sca (Faenza). Il colore è sempre quello: rubino, limpido, trasparente. Consistente al polso. Piccoli frutti rossi. Al palato, forse il più ruffiano di tutti, tannino lieve. Sorso asciutto, retrogusto di “vinosità”. Voto: 74. Prezzo: € 0,86
  11. Tavernello rosso”, Caviro (Faenza). Rubino carico. Olfatto poco intenso, sentori appena percepibili di piccoli frutti rossi. Palato giocato sugli “spigoli” con un tannino deciso, acidità graffiante e una finale particolarmente sapido a concludere il sorso. Voto: 72. Prezzo: € 1,79.

Tirando le somme, possiamo nominare i vincitori. Fra i bianchi, il “Tavernello” porta a casa un più che dignitoso 76, mentre fra i rossi a primeggiare è il più economico: con soli 89 centesimi per un litro, anche il “Tino” ottiene 76 punti.

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