Il Molise esiste ed è tutto da gustare con la Tintilia

Se uno inserisce “Molise” nella barra di ricerca di Google, la prima fra le opzioni suggerite dal motore di ricerca è inequivocabile: “Non esiste” e precede “Turismo”, “Nonciclopedia” e “Mare”. È un peccato perché mancano all’appello due parole che meriterebbero più attenzione da parte dei riflettori, viste le qualità capaci di esprimere: l’olio e il vino.

Nelle scorse settimane, ho approfittato del Vinitaly per concedermi un approfondimento sulla Tintilia, vitigno a bacca rossa tipico di questa piccola regione che, ricordiamo, conta solamente 317mila abitanti (la provincia di Modena ne fa 700mila). Praticamente abbandonata nel novecento per la sua scarsa produttività, la Tintilia è stata oggetto di un importante recupero solamente negli ultimi anni da parte di diverse aziende molisane. Il risultato finale? Mantenendo la stessa vinificazione, il vitigno si esprime di volta in volta in modo differente seguendo pedissequamente il terroir: bastano pochi chilometri di distanza fra una cantina e l’altra, il mare più o meno lontano e operare su terreni di varia composizione (sabbiosi, pietrosi, ricchi di scheletro, ecc.) per ottenere un prodotto sempre capace di cogliere di sorpresa chi si accosta al calice. Grazie alla competenza dell’esperta Onav Carla Iorio, è stato possibile compiere questo viaggio nella Tintilia che ci ha riservato molta soddisfazione, cosa che potrebbe riservare anche a chi decidesse di volerne sapere di più degustando le etichette di questa terra.

Tintilia Rosato, “Dajje”, Az. Agr. Cieri, 2015

Si presenta con un brillante rosa buccia di cipolla e un naso floreale. Dopo un attacco frizzante, al palato emerge una piacevole nota fruttata di mela Golden. Il finale è descritto da una sapidità intensa e decisa.

Terre degli Osci Igp, “Rosé Petriera”, Cantine Catabbo, 2015

Un’interpretazione rosata della Tintilia che beneficia della vicinanza del mare Adriatico e di un breve affinamento in barrique di terzo passaggio per tre mesi: un olfatto definito da note erbacee e iodate viene seguito al palato da un frutto fresco che si risolve con un finale fresco e pulito.

Tintilia del Molise Dop, “S”, Cantine Catabbo, 2012

Morbidezza e consistenza vengono annunciati dagli archetti dipinti sulle pareti del bicchiere e dalla massa percepibile al polso per questo rosso maturo e impenetrabile. Dalla giusta combinazione fra una materia prima sana e un uso intelligente della barrique scaturisce un olfatto di spezie pungenti (pepe nero, chiodi di garofano, zenzero) e frutta rossa sotto spirito. Corposo, caldo e avvolgente, si fa apprezzare al palato per l’ottima tessitura del tannnino e il finale lungo e persistente.

Tintilia del Molise Dop, “Lagena”, Az. Agr. Angelo d’Uva, 2014

Interpretazione fresca e gioviale della Tintilia: si presenta con un rubino vivace, per poi aprirsi con un olfatto di frutta fresca. Ottima definizione di acidità e sapidità al palato con un sorso dritto e sottile.

Tintilia del Molise Dop, “Macchiarossa”, Claudio Cipressi Soc. Agricola, 2011

Tutto improntato sulla vitalità, il guizzo e la nitidezza del frutto. L’olfatto è giocato sulla frutta fresca con prugne e mirtilli sostenuti da una gradevole nota mentolata. Questo bouquet aromatico ritorna al palato con un sorso caldo e aggraziato nei modi. Chiusura fresca e asciutta. Considerando la vitalità sprigionata, potrebbe rivelarsi interessante assaggiarlo nuovamente in futuro per valutarne l’evoluzione.

Tintilia del Molise Dop, “Uvanera”, Cantina di Remo, 2009

Ultima etichetta in degustazione utile per fare comprendere il potenziale del vitigno nella sua veste più austera. Noci tritate, cuoio, frutti neri in evoluzione e una fitta speziatura compongono un olfatto molto intenso. Il palato viene retto da un tannino ancora dotato di muscolatura. Finale caldo con una persistenza che si afferma lentamente, ma con costanza.

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