Il mio Barolo notturno: “La Corda della Briccolina”

È notte fonda, dovrei andare a nanna, a c’è un soggetto di una certa età che mi tiene alzato. È il Barolo Docg “La Corda della Briccolina” dei Beni di Batasiolo, annata 1993, da Serralunga d’Alba. Lo fisso bene. Ha un bel colorito granato con le zampe di gallina aranciate. Mi sfida: «Beh, perché non ti avvicini?». Eseguo. L’olfatto si mette all’opera: ferroso, asfalto, terra riarsa, il nervo del Nebbiolo e un ricordo di quello che una volta era una cesta di viole. L’ipotesi iniziale? Il tempo trascorso c’è e si sente, ma c’è ancora della vitalità: si può essere maturi ancora in forma per mettere dietro tanti giovani vanitosi, no?

Il palato sfrigola con una decisa pennellata di sapidità che si coordina con un tannino sottile, che ha già dato il meglio di sè, ma che allo stesso tempo rimane percepibile in maniera distinta, il finale è lunghissimo e si concede un retronasale che recupera tutti i sentori visti in precedenza. Nonostante non sia certo un esempio magistrale di “Acidità”, questo Barolo riesce ad essere molto invitante nel ripetere l’assaggio che si mostra in ogni caso stimolante e appagante.

Non lo abbinerei a nulla: schede, manuali ed “esperti” d’Accademia si orienterebbero su brasati o stracotti, ma, personalmente, credo che tutte queste pietanze costituirebbero solo un elemento di distrazione da quella che dovrebbe essere un’esperienza di “ascolto” del bicchiere che, pure da vuoto, è capace di donare suggestioni anche con l’ultima goccia rimasta al suo interno.

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